Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti e Pubblicista

Consulenza Societaria e Fiscale - Servizi Contabili e Paghe

19 Lug 2016

Nelle Casse continua l’aumento dei contributi


Dall’analisi delle dichiarazioni previdenziali che i professionisti iscritti alle Casse devono presentare nelle prossime settimane, emerge un generale aumento dei contributi soggettivi e integrativi 2015, rispetto a quelli relativi al reddito e al volume d’affari 2014. L’integrativo incrementa la pensione I geometri, per esempio, hanno adottato dal 1° gennaio 2015 la misura massima del contributo integrativo, in quanto hanno aumentato la percentuale dell’onere da mettere in fattura dal 4% al 5 per cento. Anche i periti industriali hanno previsto l’aumento al 5% del contributo integrativo dal 1° gennaio 2015, al fine di «rendere più adeguate le pensioni dei propri iscritti», destinando una «quota parte del contributo integrativo sui montanti previdenziali degli iscritti». Per migliorare i trattamenti pensionistici dei professionisti iscritti alle Casse individuate dal Dlgs 509/1994 e agli Enti del Dlgs 103/1996, che adottano il sistema di calcolo contributivo, infatti, è «riconosciuta la facoltà di destinare parte del contributo integrativo all’incremento dei montanti individuali, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Se il cliente è una pubblica amministrazione Questi aumenti al 5% non si applicano per le prestazioni professionali effettuate nei confronti delle pubbliche amministrazioni, verso le quali i periti industriali continuano ad addebitare il 2% e i geometri il 4 per cento. Quindi, anche i geometri e i periti industriali, come i biologi e gli infermieri professionali, devono prestare attenzione al tipo di cliente a cui stanno fatturando, per stabilire l’aliquota del contributo integrativo da indicare nel documento Iva. Se questo è la pubblica amministrazione, infatti, per i geometri non si applica l’aumento dal 4% al 5%, previsto per le fatture emesse dal 1° gennaio 2015, ma si continua a indicare l’aliquota del 4 per cento. Per i periti industriali, i biologi e gli infermieri professionali, la fattura per i lavori prestati alla pubblica amministrazione è scontata rispetto agli altri clienti, in quanto si applica la percentuale del 2%, a differenza dell’aliquota standard del 4% (5% per i periti industriali dal 1° gennaio 2015). Per pubblica amministrazione si devono intendere «le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300» (articolo 1, comma 2, del Dlgs 165/2001). La crescita dei contributi soggettivi Dai redditi professionali del 2012, il contributo soggettivo dei periti industriali del 10% (del 2011) sta aumentando di un punto percentuale ogni anno e arriverà al 18% nel 2019. Quindi, per il 2015, la percentuale del soggettivo è passata dal 13% al 14% e salirà al 15% per i redditi professionali del 2016. Dai redditi relativi al 2015, il contributo soggettivo dei geometri è passato dal 13% al 14%, fino a un massimale reddituale di 152.650 euro. Sulla parte di reddito eccedente, l’aliquota è rimasta del 3,5 per cento. Dal 1° giugno 2016, i geometri possono determinare, nell’area riservata del sito internet, i contributi dovuti e quindi rateizzare gli stessi in 10 rate con un interesse pari al 4% annuo, con bollettini postali o con carta di credito. La prima rata ha scadenza il 27 settembre 2016 e l’ultima il 27 giugno 2017. Questa modalità, però, non consente la compensazione con eventuali crediti fiscali, come invece accade con le consuete modalità di pagamento tramite F24. Ragionieri, consulenti del lavoro e avvocati Per i ragionieri le percentuali del contributo soggettivo, che fino ai redditi del 2012, erano, a scelta dell’iscritto, tra l’8% e il 15%, sono state aumentate per il 2013 al 10%, per l’aliquota minima, e al 20%, per quella massima. Dal 1° gennaio 2014 stanno aumentando, ogni anno, di un punto percentuale, fino al raggiungimento nel 2018 del 15%, per l’aliquota minima, e del 25%, per quella massima. Per il 2015, quindi, l’aliquota minima è al 12% e quella massima al 22 per cento. Dai redditi percepiti nel 2013 in poi è aumentato anche il contributo soggettivo supplementare, passando dallo 0,50% allo 0,75 per cento. Con la legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 4, legge 208/2015), è stato stabilito che tutti gli «esperti contabili iscritti nella Sezione B» dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (legge 34/2005 e Dlgs 139/2005), che «esercitano la libera professione con carattere di continuità» devono essere iscritti «alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei ragionieri e periti commerciali» e non quella dei dottori commercialisti. Dal 1° gennaio 2016 al 20 agosto 2016, i consulenti del lavoro possono effettuare versamenti spontanei in acconto del contributo soggettivo o integrativo. Questi pagamenti spontanei costituiscono un’anticipazione della contribuzione eccedente i minimi dovuta per l’anno di competenza 2015, escluso il contributo di maternità. In sede di versamento non è necessario specificare la tipologia di contributo (soggettivo o integrativo), in quanto solo in sede di dichiarazione, cioè entro il 16 settembre 2016, devono effettuare la ripartizione di quanto versato, decidendo di imputare le anticipazioni tra il soggettivo e l’integrativo. Per gli avvocati, il contributo soggettivo sul reddito professionale percepito nel 2015 è rimasto del 14% (nel 2013 era passato dal 13% al 14%), mentre dal 2017 aumenterà al 14,5% e dal 2021 al 15 per cento. Biologi, infermieri e veterinari Per i redditi del 2015, il contributo soggettivo dei biologi è aumentato dal 12% al 13 per cento. Per i redditi relativi al 2016, sarà del 14% e quelli del 2017 del 15 per cento. Il contributo integrativo sul volume d’affari, invece, è aumentato dal 2% al 4% dal primo gennaio 2013, mentre è rimasto del 2% solo per i lavori effettuato verso la pubblica amministrazione. Gli infermieri professionisti con partita Iva, per i redditi conseguiti nel 2015, devono applicare il 14 per cento. È previsto, infine, un ulteriore aumento al 15% per i redditi che saranno conseguiti dal 2016 in poi. Per i veterinari è previsto che dal 2010 il contributo soggettivo (pari al 13% per il 2015) aumenti di 0,5% ogni anno, fino ad arrivare al 19% nel 2025.

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 19 luglio 2016

 

Richiedi una consulenza personalizzata