Dottore Commercialista, Revisore Legale dei Conti e Pubblicista

Consulenza Societaria e Fiscale - Servizi Contabili e Paghe

23 Mar 2017

Iva – Intrastat – Per l’invio relativo a gennaio 2017, non andavano spediti i servizi ricevuti – Nessuna penalità per l’invio integrale


I mensili che hanno indicato nell’Intra-2 di gennaio 2017 anche i dati dei servizi ricevuti (Intra-2 quater) non dovrebbero essere sanzionati, perché nel comunicato del 17 febbraio 2017 l’agenzia ha detto, tra l’altro, che i mensili dovevano inviare con le consuete modalità gli Intra-2, «compilando integralmente tali modelli» e ciò poteva far intendere che fosse obbligatorio anche l’invio dei dati dei servizi ricevuti. Questo obbligo, comunque, non era previsto dalla normativa in vigore al 27 febbraio 2017 e ciò è stato confermato anche dal recente comunicato delle Entrate del 16 marzo 2017, con il quale si è ricordato che l’obbligo di invio dell’Intra-2 di gennaio 2017, da parte dei “mensili”, permaneva «ai soli fini statistici» (quindi, non per i dati dei servizi ricevuti). Prima della conversione in legge del decreto Milleproroghe, il Dl 193/2016, aveva abrogato dal 1° gennaio 2017 i modelli Intra, previsti dall’articolo 50, comma 6, decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, limitatamente agli acquisti di beni e ai servizi ricevuti, senza intaccare, però, la disciplina contenuta dal successivo comma 6-ter, il quale disciplina l’invio alle Entrate dei dati statistici, ai sensi del regolamento 31 marzo 2004, 2004/638/Ce. Quindi, il modello Intra-2 (operazioni passive) del mese di gennaio 2017, relativamente agli acquisti (non ai servizi ricevuti, quindi non l’Intra-2 quater), alle movimentazioni Ue di beni in lavorazione (in entrata o in uscita dall’Italia) e agli scambi di navi, aeromobili, energia elettrica, gas, ecc. (si veda Il Sole 24 Ore del 26 gennaio 2017) doveva essere spedito da chi era obbligato a inviare i dati statistici degli acquisti comunitari, cioè solo dai soggetti che dovevano presentare gli elenchi con periodicità mensile (cioè se almeno in uno dei 4 trimestri precedenti, anche per una sola categoria, beni o servizi, hanno realizzato operazioni superiori a 50mila euro). I dati da indicare nell’Intra-2 bis (cessione di beni del periodo) di gennaio 2017, quindi, erano solo quelli statistici, cioè quelli delle colonne 1 e da 6 a 15: il numero progressivo, la natura dell’operazione, la nomenclatura combinata, la massa netta, l’unità supplementare, il Paese di provenienza, il Paese di origine e la provincia di destinazione. Chi ha realizzato nell’anno precedente un «valore delle spedizioni o degli arrivi superiore» a 20 milioni di euro doveva indicare «nella parte statistica degli elenchi» anche il «valore statistico» in euro, le «condizioni di consegna» e il «modo di trasporto» (istruzioni dei modelli riepilogativi Intra e articolo 6, decreto 22 febbraio 2010). Questa interpretazione della norma è stata confermata dal comunicato stampa delle Entrate del 17 febbraio 2017, secondo il quale, per gennaio 2017, entro il 27 febbraio 2017 erano obbligati a trasmettere questi dati statistici degli acquisti (non quelli dei servizi ricevuti) solo i «soggetti passivi Iva già tenuti alla presentazione mensile dei modelli Intra-2 per gli acquisti di beni». Il comunicato, quindi, era in linea con la norma in vigore al 27 febbraio 2017, in quanto in base all’articolo 6, decreto 22 febbraio 2010, i dati statistici da trasmettere non sono quelli relativi ai servizi ricevuti, ma sono solo gli acquisti, le movimentazioni Ue di beni in lavorazione (in entrata o in uscita dall’Italia) e gli scambi di navi, aeromobili, energia elettrica, gas, ecc.

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 23 marzo 2017

 

Richiedi una consulenza personalizzata