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14 Feb 2018

Iva e detrazione nell’anno – Escluse dal saldo annuale le fatture ricevute in ritardo


Quest’anno per il calcolo del saldo Iva 2017, in scadenza il 16 marzo 2018, i contribuenti che liquidano l’Iva trimestralmente, oltre ai consueti conguagli e rettifiche da effettuarsi in dichiarazione annuale Iva, ad esempio, per il pro rata o per la ventilazione dei corrispettivi (come accade anche per i mensili), non potranno più registrare nella liquidazione Iva dell’ultimo trimestre 2017 le fatture passive del 2017 (con Iva esigibile nel 2017) che verranno ricevute entro il 30 aprile 2018, data di invio della dichiarazione annuale Iva relativa al 2017. Questa Iva addebitata dai fornitori, però, non è persa definitivamente, in quanto potrà essere detratta nel 2018 (anno di ricezione della fattura) nel modello annuale Iva 2019, relativo al 2018. Quest’anno, poi, il saldo Iva 2017 dovrà anche considerare l’eventuale Iva esigibile nel 2017, per fatture arrivate nel 2017, ma registrate quest’anno entro il 30 aprile 2018 nell’apposito sezionale del «registro Iva degli acquisti relativo a tutte le fatture ricevute nel 2017» (si veda l’altro articolo in pagina).

 

Conguagli

Come accade per i mensili, anche per i trimestrali, le liquidazioni da inserire nelle comunicazioni trimestrali non devono tenere conto delle eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio, da effettuarsi in sede di dichiarazione annuale, ad esempio, per il calcolo definitivo del pro rata o della ventilazione dei corrispettivi. Tutti questi calcoli, invece, vanno effettuati ai fini della determinazione del saldo Iva 2017 del 16 marzo 2018.

 

Due condizioni per la detrazione

Per la circolare 1/E/2018 (si veda anche quanto anticipato nella pagina precedente), la detrazione dell’Iva sugli acquisti è subordinata all’esistenza di questo duplice requisito: l’Iva deve essere “esigibile” e vi deve essere il «presupposto formale del possesso di una valida fattura d’acquisto». La seconda condizione è una novità rispetto alle regole precedentemente previste dall’articolo 1 del Dpr 23 marzo 1998, n. 100, secondo il quale si poteva detrarre l’Iva di tutte le fatture del mese o del trimestre (per i trimestrali) nella liquidazione periodica relativa allo stesso mese o trimestre, a patto che il relativo «documento di acquisto» fosse già “in possesso” del contribuente entro la data di scadenza della liquidazione stessa, cioè entro il giorno 16 del mese successivo (per i mensili) o il 16 del secondo mese successivo per i trimestrali. Per questi ultimi contribuenti, la liquidazione del quarto trimestre non sarebbe prevista dall’articolo 1, comma 1, lettera b), Dpr 542/1999, ma va comunque effettuata entro il 28 febbraio 2018, ai fini dell’invio alle Entrate della relativa comunicazione Iva trimestrale (si veda «Il Sole 24 Ore» del 6 giugno 2017).

 

Registri Iva ultimo trimestre

Considerando che la seconda condizione per la detrazione dell’Iva (ricezione della fattura) è stata introdotta solo il 17 gennaio 2018, con la circolare 1/E, per le Entrate «non saranno sanzionabili» i contribuenti mensili che nella liquidazione del 16 gennaio 2018, relativa a dicembre 2017, non l’hanno considerata, registrando nei registri Iva acquisti di dicembre 2017 fatture passive con Iva esigibile nel 2017, ma ricevute dal 1° gennaio al 16 gennaio 2018. La circolare, però, non dice nulla relativamente ai contribuenti trimestrali, per i quali, quindi, si ritiene che la seconda condizione sia applicabile già per la liquidazione dell’Iva del quarto trimestre 2017, da effettuarsi entro il 28 febbraio 2018 (invio alle Entrate). Quindi, ad esempio, se una fattura con Iva esigibile nel 2017 è arrivata nel 2018 (anche nei primi 16 giorni di gennaio 2018), non potrà più essere registrata nei registri Iva acquisti e nella liquidazione del quarto trimestre 2017, come invece sarebbe potuto accadere lo scorso anno, applicando l’articolo 1 del Dpr 100/1998. Pertanto, non si potrà detrarre nella dichiarazione Iva 2018, relativa al 2017, l’Iva di fatture datate 2017, con Iva esigibile nel 2017, ma arrivate nel 2018. L’Iva di queste fatture, però, non è persa, in quanto potrà essere registrata nel 2018 nei registri Iva acquisti e nelle liquidazioni dell’anno di ricevimento (2018) ovvero nei primi quattro mesi del 2019, in apposito sezionale del registro Iva acquisti «relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018», per finire nella dichiarazione Iva 2019, relativa al 2018. Questa possibilità è data anche alle fatture differite, ricevute nel 2018 e datate tra il 1° e il 15 gennaio 2018, anche se sono riferite ad operazioni effettuate nel 2017. In tutti e due i casi (fatture immediate 2017 o differite 2018, per operazioni del 2017, ma ricevute nel 2018), la registrazione della fattura è possibile, non solo nel registro acquisti e nella liquidazione del mese di ricezione, ma anche nei registri e nelle liquidazioni dei mesi successivi, fino a dicembre 2018, con l’inserimento dell’Iva detratta nel modello Iva 2019, per il 2018. La detrazione in questo modello, infine, sarà possibile (si veda l’altro articolo in pagina) anche se la registrazione avverrà nei primi quattro mesi del 2019, in apposito sezionale del registro Iva acquisti «relativo a tutte le fatture ricevute nel 2018» (Iva «non computata nelle liquidazioni periodiche Iva relative al 2019»).

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 14 febbraio 2018

 

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