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20 Gen 2018

Credito per i software ancora senza specifiche


Prima dell’invio del modello Reddito 2018, dovranno essere chiarite quali sono le spese di “adeguamento tecnologico” sostenute nel 2017 per l’invio dello spesometro e delle liquidazioni trimestrali, per le quali spetta un credito d’imposta di 100 euro (oltre a quello di 50 euro, in caso di invio anche dei corrispettivi), introdotto dall’articolo 21-ter, decreto legge 31 maggio 2010, n. 78. L’agenzia delle Entrate ha recentemente istituito i codici tributo da utilizzare per la loro compensazione (si veda «Il Sole 24 Ore» del 6 gennaio 2018).

Credito di 100 euro

Per il 2017, i contribuenti sono stati interessati da due nuovi adempimenti obbligatori e da uno opzionale. Per tutte le operazioni rilevanti ai fini dell’Iva, deve essere inviato, per obbligo, lo spesometro semestralmente (in precedenza era annuale). Dal 2017, poi, è stato introdotto anche l’invio obbligatorio trimestrale delle liquidazioni Iva mensili e trimestrali. Infine, i soggetti passivi hanno potuto optare (per almeno cinque anni solari) per l’invio telematico alle Entrate dei dati delle “fatture ricevute e registrate”, previsto dall’articolo 1, comma 3, decreto legislativo n. 127/2015. Tutti questi adempimenti hanno comportato un incremento delle spese di aggiornamento dei software (a volte anche degli hardware) e per questo motivo sono state introdotte due agevolazioni fiscali per venire in contro a queste spese. L’adeguamento

In particolare, ai “soggetti in attività nel 2017”, che nel 2016 hanno realizzato un volume d’affari non superiore a 50mila euro, spetta un credito d’imposta forfettario di 100 euro (“attribuito una sola volta”), se nel 2017 hanno “sostenuto” spese di “adeguamento tecnologico” in “riferimento agli obblighi” suddetti (spesometro e liquidazioni o invio opzionale). A chi beneficia di questo credito d’imposta di 100 euro, viene attribuito un ulteriore credito d’imposta di 50 euro, se entro il 31 dicembre 2017 ha esercitato anche l’opzione per la trasmissione telematica alle Entrate dei corrispettivi giornalieri.

Le condizioni

Sono agevolate solo le spese “sostenute” nel 2017 e l’agenzia delle Entrate ha trattato questo incentivo solo con la risoluzione del 5 gennaio 2018, n. 2/E, sui codici tributo da utilizzare per la compensazione. Tralasciando i contribuenti in contabilità ordinaria (poco interessati al bonus, considerando che il volume d’affari del 2016 doveva essere pari o inferiore a 50mila euro), i minimi e i forfettari (esclusi dallo spesometro e dall’invio delle liquidazioni Iva), l’agevolazione sarà utilizzata soprattutto dai contribuenti in contabilità semplificata nel 2017 e dai professionisti, i quali considerano la spesa sostenuta con il principio di cassa. Quindi, la spesa si considera fiscalmente “sostenuta” nel 2017, solo se in tale anno è avvenuto il pagamento, indipendentemente dalla consegna del bene (ad esempio, di un nuovo pc o modem Adsl o fibra) o dall’ultimazione della prestazione informatica (ad esempio, l’installazione di un nuovo software o la partecipazione ad un corso di aggiornamento). Ma lo scorso anno (come anche oggi d’altronde), non sono chiari quali sono nel concreto gli interventi agevolati, perché la norma parla solo di “adeguamento tecnologico” per effettuare gli adempimenti.

 

IN SINTESI Il credito di 100 euro

Spetta un credito d’imposta forfettario di 100 euro a chi nel 2016 ha avuto un volume d’affari non superiore a 50mila euro e nel 2017 ha sostenuto spese di adeguamento tecnologico in riferimento agli obblighi di invio dello spesometro, delle liquidazioni periodiche Iva o ha effettuato l’invio opzionale del decreto legislativo 127/2015

Il credito di 50 euro

È riconosciuto un ulteriore credito d’imposta forfettario di 50 euro, in aggiunta al primo, se entro il 31 dicembre 2017, si è optato per l’invio alle Entrate dei corrispettivi giornalieri

L’utilizzabilità

I due crediti sono utilizzabili dal 1° gennaio 2018, esclusivamente in compensazione in F24

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 20 gennaio 2018

 

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