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05 Feb 2018

Convivenza necessaria all’inizio dei lavori


Lo status di convivenza del familiare con il «possessore o detentore dell’immobile» da ristrutturare «deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero alla data di inizio dei lavori». La conferma è arrivata dalle Entrate a Telefisco 2018, relativamente al caso dei lavori edili di recupero del patrimonio edilizio ed è estendibile anche alle detrazioni sul risparmio energetico (ecobonus). Se, quando si iniziano i lavori edili, il familiare non convive nell’abitazione da ristrutturare con il «possessore o detentore» (proprietario, nudo proprietario, inquilino, comodatario, socio di cooperative titolare di un diritto reale come l’uso, l’usufrutto, l’abitazione), l’unica possibilità che ha di pagare i lavori e ottenere la detrazione è quella di possedere o detenere lui l’immobile «sulla base di un titolo idoneo» (ad esempio, diventando il comodatario, previa stipula del relativo contratto). Questa possibilità verrà utilizzata soprattutto per la detrazione Irpef del 50% sulle ristrutturazioni, in quanto dal 2018, per tutti gli interventi sul risparmio energetico qualificato, anche su singole unità immobiliari, tutti i contribuenti (anche se non incapienti), possono cedere il corrispondente credito d’imposta, per intero e non in parte, ai fornitori e ad altri soggetti privati, ma non a istituti di credito e intermediari finanziari (articolo 14, comma 2-sexies, Dl 63/2014). È questo un aspetto che potrebbe fare la differenza tra detrazioni che, di fatto, prevedono la stessa percentuale di recupero fiscale. Dal 1° gennaio, infatti, l’ecobonus è ridotto al 50% per le finestre comprensive di infissi, per le schermature solari o gli impianti con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili. Ma, naturalmente, il principio è applicabile anche agli interventi per i quali l’ecobonus è rimasto alla percentuale del 65% (come l’installazione dei pannelli solari) o è maggiorato al 70 o 75%, come per gli interventi di riqualificazione “rafforzata” di parti comuni degli edifici condominiali.

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 5 febbraio 2018

 

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