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24 Gen 2018

Con «Industria 4.0» agevolazioni per l’aggiornamento dei dipendenti


Per la formazione 4.0, il credito d’imposta del 40% dovrebbe spettare, non sul costo del corso innovativo, ma solo sul costo aziendale del personale dipendente che seguirà le lezioni 4.0, a meno che il decreto attuativo, che dovrebbe essere emanato entro il 31 marzo 2018 non estenda il bonus anche al costo della formazione vera e propria (articolo 1, commi da 46 a 56 Legge 27 dicembre 2017, n. 205).

 

Ambito soggettivo

L’incentivo è rivolto solo alle imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica (individuale, familiare o societaria), dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato (minimi, forfettari, semplificati o ordinari), essendo esclusi i professionisti, per la formazione 4.0 dei loro dipendenti.

 

Misura e oggetto

L’incentivo consiste in un credito d’imposta (con un importo massimo annuale del bonus di 300milaeuro) pari al 40%, non del costo del corso o del master che sarà seguito dall’imprenditore e/o dai suoi dipendenti, ma del «solo costo aziendale del personale dipendente» (retribuzione e contributi a carico del datore), che sarà sostenuto nel periodo in cui lo stesso sarà «occupato in attività di formazione» 4.0. Quest’ultima dovrà essere svolta nel 2018 per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0, quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’allegato A della legge 27 dicembre 2017, n. 205. La norma impone che queste attività di formazione siano «pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali». Non sarà agevolata la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

 

Competenza

Saranno agevolate le spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente, solo se saranno “effettuate”, cioè sostenute, nel 2018 (periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017). Si applicherà, quindi, il consueto principio di competenza delle imprese, il quale non impone il pagamento delle retribuzioni entro il 12 gennaio 2019 (regola che influenza solo l’imponibilità del reddito di lavoro dipendente in capo al percettore). Il costo del personale dipendente in capo all’impresa, invece, si deduce (quindi, si considera sostenuto fiscalmente, come civilisticamente), solo in base al criterio di competenza, indipendentemente dal pagamento, purché il relativo importo sia certo e determinabile ai sensi dell’articolo 109 del Tuir. L’articolo 95 del Tuir, infatti, non prevede regole diverse da quelle civilistiche per la deduzione. Il pagamento entro il 12 gennaio dell’anno successivo (principio di cassa allargata), riguarda solo l’imponibilità del reddito di lavoro dipendente in capo al percettore (articolo 51, comma 1, Tuir). Sarà agevolato, quindi, il costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione per i corsi o per le singole lezioni di corsi a cavallo d’anno, che saranno “effettuati” nel 2018, anche se sono già iniziati nel 2017 (caso raro, perché manca il requisito della pattuizione della formazione da contratti collettivi aziendali o territoriali) o anche se termineranno dopo il 2018.

 

Utilizzo

Il credito d’imposta dovrà essere indicato nel quadro RU (Crediti di imposta concessi a favore delle imprese) del modello Redditi 2019, relativo al 2018, e dei successivi, fino ad esaurimento. La sua concessione non concorre alla formazione della base imponibile Irpef, Ires o Irap ed è utilizzabile solo in compensazione in F24, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti. A questo credito d’imposta non si applicano né il limite annuale dei 250.000 euro per l’utilizzo dei crediti di imposta (articolo 1, comma 53, legge 24 dicembre 2007, n. 244), né il limite massimo di compensabilità di crediti di imposta e contributi, pari a 700mila euro (articolo 34, della legge 23 dicembre 2000, n. 388).

 

Decreto attuativo

Entro il 31 marzo 2018 (90 giorni dal 1° gennaio 2018), dovrà essere emanato il relativo decreto attuativo del ministro dello Sviluppo economico (di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro del Lavoro e delle politiche sociali), con particolare riguardo alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle cause di decadenza del beneficio.

 

LA CHANCE Di «RESTO AL SUD» I giovani under 36 Dal 15 gennaio è possibile presentare sul sito di Invitalia le domande per «Resto al Sud», l’incentivo che sostiene la nascita di nuove attività imprenditoriali avviate da giovani under 36 nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La dotazione finanziaria complessiva è di 1,25 miliardi di euro

Il raggio d’azione E’ possibile avviare attività di produzione di beni e servizi. Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali e il commercio. Ogni soggetto richiedente può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro. Nel caso in cui la richiesta arrivi da più soggetti, già costituiti o costituendi, il finanziamento massimo è pari a 200 mila euro. I progetti imprenditoriali possono avere un programma di spesa del valore massimo di
200 mila euro.

I finanziamenti Sono finanziabili: interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa), impianti, attrezzature, macchinari nuovi, programmi informatici e servizi Tlc e altre spese utili all’avvio dell’attività. Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.

La copertura della spesa Le agevolazioni coprono il 100% delle spese e prevedono: Contributo a fondo perduto, pari al 35% del programma di spesa Finanziamento bancario, pari al 65% del programma di spesa, concesso da un istituto di credito che aderisce alla convenzione tra Invitalia e Abi, garantito dal Fondo di garanzia per le Pmi

GLI OBBLIGHI DOCUMENTALI Le indicazioni di prassi Le spese relative al personale devono essere documentate con fogli di presenza nominativi riportanti per ciascun giorno le ore impiegate nelle attività agevolabili, firmati dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria, ovvero dal responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo I costi per strumenti e attrezzature di laboratorio sono documentati con una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa, ovvero del responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo I costi della ricerca extra-muros sono documentati con i relativi contratti e con una relazione sottoscritta dai commissionari Le spese per privative industriali acquisite da terzi sono documentate dai relativi contratti e da una relazione, firmata dal legale rappresentante dell’impresa beneficiaria ovvero dal responsabile dell’attività di ricerca e sviluppo, concernente le attività svolte nel periodo di imposta cui il costo sostenuto si riferisce. Nell’ipotesi di produzione interna, nonché in relazione alle attività di sviluppo, mantenimento e accrescimento del bene immateriale, l’impresa avrà cura di predisporre un sistema di rilevazione dei costi sostenuti

La documentazione elencata nel Dm del 27 maggio 2015 Deve riguardare sia gli investimenti annuali, sia gli investimenti pregressi 2012-2014 sulla base dei quali è calcolato l’incremento agevolabile È indicata in via orientativa e non esaustiva Va conservata fino a scadenza dei termini di accertamento riferiti all’ultimo esercizio di utilizzo del credito Deve essere certificata da un revisore legale dei conti

LE DATE DELL’IPERAMMORTAMENTO Cessioni di beni Rileva la data di consegna o spedizione del bene (affidamento del bene al vettore), ovvero, se diversa e successiva, quella in cui avviene il passaggio della proprietà. È irrilevante il pagamento o l’entrata in funzione

Leasing Rileva la consegna del bene all’utilizzatore, sempre salva una diversa data di trasferimento
della proprietà legata al collaudo del bene. Non è invece da considerare la data di stipula del
contratto di leasing

Appalto Si considera la data di ultimazione finale dell’opera in genere accompagnata dal verbale di consegna e collaudo. Se il contratto (o sue appendici successive) prevede la redazione di sal con la valenza dell’articolo 1666 Codice civile, rileva la parte di costo corrispondente all’opera accettata in base ai sal

Avvio dell’iperammortamento Le quote di iperammortamento si deducono nella dichiarazione dei redditi, a prescindere dalla data di effettuazione dell’investimento, a partire dall’anno in cui il bene: (1) è entrato in funzione; (2) risulta interconnesso alla rete aziendale come da autocertificazione o perizia giurata

Rapporti tra iper e super Se il bene iperammortizzabile entra in funzione ma, entro la chiusura dell’esercizio, non è ancora interconnesso, l’impresa procederà a dedurre quote di superammortamento. A partire dall’esercizio di interconnessione, scatta la iperdeduzione sul 150% al netto di quando già recuperato come superammortamento

Esempio di investimento a cavallo Investimento iperammortizzabile di costo totale pari a 1.000 (coefficiente 15%), di cui 600 da sal accettato nel 2016, ultimato ed interconnesso nel 2017.
Bilancio esercizio 2017 – Ammortamento a conto economico: (1.000 x 15%) x 50% = 75 Dichiarazione Redditi 2018 – Variazione in diminuzione per superammortamento: (600 x 40%) x 15% x 50% = 18 – Variazione in diminuzione per iperammortamento (400 x 150%) x 15% x 50% = 45

IL PERIMETRO RISTRETTO I beni agevolabili Dal periodo d’imposta 2017 l’opzione per il patent box riguarda esclusivamente i software , i brevetti, i disegni o modelli giuridicamente tutelabili e il know how industriale e commerciale. Sono esclusi i marchi commerciali, in conformità a quanto previsto nell’action 5 del Beps, ferma restando la validità, fino alla scadenza del quinquennio di riferimento, delle opzioni presentate fino al 31 dicembre 2016

Gli obblighi Per i soggetti che hanno esercitato l’opzione per i marchi nel biennio 2015-2016, è previsto un obbligo di indicazione in dichiarazione per i periodi d’imposta di efficacia residua dell’opzione. In dichiarazione andranno indicati l’ammontare di reddito agevolabile relativo ai marchi, nonché i Paesi esteri in cui sono fiscalmente residenti le società controllanti o le correlate che corrispondono compensi per lo sfruttamento dei marchi

Le opzioni Dal 2017 l’opzione per il patent box va esercitata direttamente in dichiarazione dei redditi (quindi per la prima volta nel modello Redditi 2018) e decorre dal periodo d’imposta cui la dichiarazione si riferisce. Le tempistiche di presentazione dell’istanza di ruling sono invece invariate rispetto al passato e, pertanto, qualora il reddito agevolabile sia determinato attraverso la procedura di ruling l’opzione ha efficacia dal periodo d’imposta in cui è presentata la richiesta di ruling

VOUCHER HI-TECH Le domande per il voucher Il voucher consiste in un contributo a fondo perduto di un importo massimo di 10.000 euro, pari al 50% della spesa (importo massimo della spesa di 20.000 euro), per l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale Dal 15 gennaio, accedendo al sito del Mise (www.mise.gov.it) è possibile compilare ma non spedire, la domanda per il voucher digitalizzazione, la quale potrà essere inviata telematicamente dalle 10 del prossimo 30 gennaio fino alle ore 17 del 9 febbraio 2018 Possono presentare la domanda l solo le micro, piccole e medie imprese con meno di 250 dipendenti e un fatturato non superiore a 50 milioni di euro (oppure un totale di bilancio annuo < o = a 43 milioni di euro). Sono escluse quelle che operano nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacultura

Il provvedimento del Mise Entro il 7 marzo 2018, il Mise pubblicherà un provvedimento cumulativo di prenotazione del voucher, con l’indicazione delle imprese e dell’importo dell’agevolazione prenotata (100 milioni di euro di risorse disponibili). Solo da questo momento in poi (cioè dal 7 marzo 2018), le spese agevolate potranno essere sostenute. Il progetto dovrà essere ultimato entro il 7 settembre 2018

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 24 gennaio 2018

 

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