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15 Gen 2019

Commissioni benzinai, ok al codice tributo


Via libera al codice tributo 6896 da utilizzare per compensare in F24 il credito d’imposta del 50% sulle commissioni addebitate dal 1° luglio 2018 sugli incassi con le carte di credito agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante. Il codice è stato introdotto dalla risoluzione 14 gennaio 2019, n. 3/E.

L’agevolazione è riservata agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante ed è un credito d’imposta del 50% sul totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito, emesse da operatori finanziari. Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, in F24, dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Il credito d’imposta è stato introdotto per venire incontro ai distributori che, dallo scorso primo luglio, hanno visto aumentare notevolmente i pagamenti tracciati, in quanto da questa data il costo per l’acquisto di carburante per autotrazione e la relativa Iva sono rispettivamente deducibili e detraibili (anche se in parte), solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili. Dal primo gennaio 2019, va ricordato inoltre che, a questi fini, sono necessari anche la fattura elettronica e l’indicazione della targa del veicolo in fattura.

Sempre ieri l’agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 4/E, ha istituito il codice tributo «APVE», per il recupero in compensazione, tramite modello «F24 Enti pubblici» (F24 EP), del credito riconosciuto dall’Inps, ai sensi dell’articolo 1, comma 177, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

Via libera al codice tributo 6896 da utilizzare per compensare in F24 il credito d’imposta del 50% sulle commissioni addebitate dal 1° luglio 2018 sugli incassi con le carte di credito agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante. Il codice è stato introdotto dalla risoluzione 14 gennaio 2019, n. 3/E.

L’agevolazione è riservata agli esercenti di impianti di distribuzione di carburante ed è un credito d’imposta del 50% sul totale delle commissioni addebitate per le transazioni effettuate dal 1° luglio 2018, tramite sistemi di pagamento elettronico mediante carte di credito, emesse da operatori finanziari. Il credito d’imposta può essere utilizzato esclusivamente in compensazione, in F24, dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione.

Il credito d’imposta è stato introdotto per venire incontro ai distributori che, dallo scorso primo luglio, hanno visto aumentare notevolmente i pagamenti tracciati, in quanto da questa data il costo per l’acquisto di carburante per autotrazione e la relativa Iva sono rispettivamente deducibili e detraibili (anche se in parte), solo se il pagamento avviene con strumenti tracciabili. Dal primo gennaio 2019, va ricordato inoltre che, a questi fini, sono necessari anche la fattura elettronica e l’indicazione della targa del veicolo in fattura.

Sempre ieri l’agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 4/E, ha istituito il codice tributo «APVE», per il recupero in compensazione, tramite modello «F24 Enti pubblici» (F24 EP), del credito riconosciuto dall’Inps, ai sensi dell’articolo 1, comma 177, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.

 

Approfondimento dello Studio De Stefani all’articolo di Luca De Stefani su Il Sole 24 Ore del 15 gennaio 2019

 

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